Brevetto su un modello di macchina da guerra sotterranea (1940)
Brevetto su un sottomarino da guerra (1902)
La scienza è il capitano, e la pratica i soldati. Leonardo da Vinci
Visualizzazione post con etichetta macchina da guerra. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta macchina da guerra. Mostra tutti i post
domenica 26 giugno 2011
martedì 14 giugno 2011
I PERSONAGGI
Nel '700:
D'Embser
Nel 1731 commendator d'Embser venne incaricato da Carlo Emanuele II a denominare, catalogare e descrivere tutte le "robbe d'artiglieria". Quest'esigenza venne soddisfatta attraverso la pubblicazione di due documenti, redatti dallo stesso d'Embser, nel quale vennero raccolti disegni in scala, profili e dettagli di ogni categoria delle robe di artiglieria.
Primo documento: "Dizzionario istruttivo di tutte le robbe appartenenti all'artiglieria"
Secondo documento: "Dissegni d'ogni sorta de cannoni et mortavi con tutte le pezze, stromenti et utigli appartenenti all'artiglieria come arco le piante, alzate et profili di tutte le machine, edifzy, et ordegni necessary per la medema, l'anno 1732"
D'Embser
Nel 1731 commendator d'Embser venne incaricato da Carlo Emanuele II a denominare, catalogare e descrivere tutte le "robbe d'artiglieria". Quest'esigenza venne soddisfatta attraverso la pubblicazione di due documenti, redatti dallo stesso d'Embser, nel quale vennero raccolti disegni in scala, profili e dettagli di ogni categoria delle robe di artiglieria.
Primo documento: "Dizzionario istruttivo di tutte le robbe appartenenti all'artiglieria"
Secondo documento: "Dissegni d'ogni sorta de cannoni et mortavi con tutte le pezze, stromenti et utigli appartenenti all'artiglieria come arco le piante, alzate et profili di tutte le machine, edifzy, et ordegni necessary per la medema, l'anno 1732"
giovedì 9 giugno 2011
I PERSONAGGI
Nel '400:
Francesco di Giorgio di Martini
Francesco di Giorgio lavorò come ingegnere alla corte del duca Montefeltro ad Urbino.
Scrisse un manoscritto, I Trattati, nel quale descrive molte macchine da guerra e altre macchine come quelle idrauliche e i mulini; egli illustra queste macchine dando rilevanza alla struttura stessa e alle componenti ma non al contesto o all'ambiente in cui sono utilizzate. La precisione e l'esatezza di questi automatismi dimostrano l'esperienza diretta dell'ingegnere che sperimenta in prima persona la loro costruzione.
Nonostante questi Trattati siano di grande importanza, la fama di Francesco di Giorgio è legata al cambiamento dei sistemi di difesa e fortificazione: le difese a "scudo" vengono trasformate e sostituite in difese a "sabbia", conformi a contrastare le nuove armi da fuoco e da assedio.
Rocca di Sassocorvaro
Francesco di Giorgio di Martini
Francesco di Giorgio lavorò come ingegnere alla corte del duca Montefeltro ad Urbino.
Scrisse un manoscritto, I Trattati, nel quale descrive molte macchine da guerra e altre macchine come quelle idrauliche e i mulini; egli illustra queste macchine dando rilevanza alla struttura stessa e alle componenti ma non al contesto o all'ambiente in cui sono utilizzate. La precisione e l'esatezza di questi automatismi dimostrano l'esperienza diretta dell'ingegnere che sperimenta in prima persona la loro costruzione.
Nonostante questi Trattati siano di grande importanza, la fama di Francesco di Giorgio è legata al cambiamento dei sistemi di difesa e fortificazione: le difese a "scudo" vengono trasformate e sostituite in difese a "sabbia", conformi a contrastare le nuove armi da fuoco e da assedio.
Rocca di Sassocorvaro
mercoledì 8 giugno 2011
I PERSONAGGI
Nel '400:
Roberto Valturio
Roberto Valturio non è un tecnico o un ingegnere, tuttavia scrive un manoscritto nel quale attaverso le illustrazioni presenta un gran numero i macchine militari da offesa, da difesa e da assedio.
Il De re militari (1450 ca), a differenza del trattato di ingegneria precedente di Guido da Vigevano, non presenta dettagli delle parti e delle connessioni all'interno della macchina ma ne illustra solamente il complesso senza soffermarsi sulle componenti e sul metodo di costruzione.
Nonostante ciò, questo manoscritto è importante per la storia della tecnica in quanto ci documenta e informa sul livello di tecnologia raggiunto nell'ingegneria militare e sui suoi sviluppi nella costruzione di queste machinarum inventiones.
Roberto Valturio
Roberto Valturio non è un tecnico o un ingegnere, tuttavia scrive un manoscritto nel quale attaverso le illustrazioni presenta un gran numero i macchine militari da offesa, da difesa e da assedio.
Il De re militari (1450 ca), a differenza del trattato di ingegneria precedente di Guido da Vigevano, non presenta dettagli delle parti e delle connessioni all'interno della macchina ma ne illustra solamente il complesso senza soffermarsi sulle componenti e sul metodo di costruzione.
Nonostante ciò, questo manoscritto è importante per la storia della tecnica in quanto ci documenta e informa sul livello di tecnologia raggiunto nell'ingegneria militare e sui suoi sviluppi nella costruzione di queste machinarum inventiones.
I PERSONAGGI
Nel '400:
Mariano di Jacopo (Taccola)
Il Taccola (1381-1458 ca) è un importante ingegnere militare che svolgeva la sua attività al seguito degli eserciti, dando il suo contributo nell'applicazione delle nuove tecnologie militari in particolare in qualità di architetto.
Scrisse il De machinis libri X e il De ingeneis (1433) in cui descrive un gran numero di macchine da guerra e non solo.
Mariano di Jacopo (Taccola)
Il Taccola (1381-1458 ca) è un importante ingegnere militare che svolgeva la sua attività al seguito degli eserciti, dando il suo contributo nell'applicazione delle nuove tecnologie militari in particolare in qualità di architetto.
Scrisse il De machinis libri X e il De ingeneis (1433) in cui descrive un gran numero di macchine da guerra e non solo.
I PERSONAGGI
Nel Medioevo:
Guido da Vigevano (1280 ca-1350)
Guido da Vigevano è un tecnico che scrisse il Texaurus, libro dedicato al re di Francia in partenza per la crociata. In questo manoscritto si trovano le descrizioni di numerose macchine da guerra e le rispettive immagini, con dettagli precisi e particolari che si avvicinano molto alla realtà della tecnologia militare.
E' evidente la competenza dell'autore nella materia in quanto la presentazione delle strutture delle macchine all'interno del Texaurus è così dettagliata da presuppore la sua esperienza diretta nella loro costruzione.
Guido da Vigevano (1280 ca-1350)
Guido da Vigevano è un tecnico che scrisse il Texaurus, libro dedicato al re di Francia in partenza per la crociata. In questo manoscritto si trovano le descrizioni di numerose macchine da guerra e le rispettive immagini, con dettagli precisi e particolari che si avvicinano molto alla realtà della tecnologia militare.
E' evidente la competenza dell'autore nella materia in quanto la presentazione delle strutture delle macchine all'interno del Texaurus è così dettagliata da presuppore la sua esperienza diretta nella loro costruzione.
sabato 4 giugno 2011
I PERSONAGGI
Nel mondo romano:
L'IMPERO
Flavio Vegezio Renato
Vegezio è uno scrittore romano, collocato verosimilmente nella fine del IV secolo d.C. circa, che scrisse un importante opera di arte militare raccogliendo al suo interno testi di importanti e precedenti autori come Catone il Censore, Varrone e altri.
L' Epitoma rei militaris è un trattato suddiviso in quattro libri nel quale l'autore si propone di proporre delle soluzioni ai problemi della macchina militare romana, recuperando un gran numero di schemi tattici e strategici, dati e informazioni sulle tecnologie militari e sui meccanismi sfruttati nelle guerre dalla gloriosa Roma Antica.
Questo testo venne solo successivamente valorizzato e studiato soprattutto nel Medioevo dove venne pubblicata un'edizione anche senza testo ma solo con illustrazioni sulle machinarum inventiones.
(Erfurt 1512)
(Coloniae 1512)
Libri:
1- selezionamento e addestramento delle reclute
2- organizzazione della legione
3- strategia e tattica
4- l'arte dell'assedio: difesa e attacco di luoghi fortificati
L'IMPERO
Flavio Vegezio Renato
Vegezio è uno scrittore romano, collocato verosimilmente nella fine del IV secolo d.C. circa, che scrisse un importante opera di arte militare raccogliendo al suo interno testi di importanti e precedenti autori come Catone il Censore, Varrone e altri.
L' Epitoma rei militaris è un trattato suddiviso in quattro libri nel quale l'autore si propone di proporre delle soluzioni ai problemi della macchina militare romana, recuperando un gran numero di schemi tattici e strategici, dati e informazioni sulle tecnologie militari e sui meccanismi sfruttati nelle guerre dalla gloriosa Roma Antica.
Questo testo venne solo successivamente valorizzato e studiato soprattutto nel Medioevo dove venne pubblicata un'edizione anche senza testo ma solo con illustrazioni sulle machinarum inventiones.
(Erfurt 1512)
(Coloniae 1512)
Libri:
1- selezionamento e addestramento delle reclute
2- organizzazione della legione
3- strategia e tattica
4- l'arte dell'assedio: difesa e attacco di luoghi fortificati
martedì 24 maggio 2011
I PERSONAGGI
Nel mondo greco-ellenistico:
Dionigi di Sirucusa
Sovrano di Siracusa, tra i migliori uomini di Stato della Grecia, diede un grande impulso allo sviluppo delle tecnologie militari; di fronte alla minaccia Cartaginese si circondò di un gruppo di ingegneri mililtari che attraverso il miglioramento delle macchine del nemico portarono all'introduzione di nuove armi e artifici bellici.
A lui viene attribuita l'invenzione dei precursori delle prime baliste e catapulte.
Forse per la prima volta nella Storia un uomo di potere capiva l'esigenza di spingere sull'innovazione tecnologica per fronteggiare il nemico. Questa non poteva che venire dall'alto, in quanto il mondo antico non era in grado di sviluppare quel livello di concorrenza che nella società moderna è ormai alla base della spinta verso l'innovazione tecnica.
Filippo il Macedone
Sovrano e padre di Alessandro, viene considerato il uccessor di Dionigi in quanto fonda la sua strategia militare sull'innovazione. Filippo introdusse un'importante riforma dell'esercito e, affiancato da un gruppo di fedeli ingegneri, introdusse le prime catapulte e la balista a torsione, macchine principalmente utilizzate nelle guerre di assedio.
Dionigi di Sirucusa
Sovrano di Siracusa, tra i migliori uomini di Stato della Grecia, diede un grande impulso allo sviluppo delle tecnologie militari; di fronte alla minaccia Cartaginese si circondò di un gruppo di ingegneri mililtari che attraverso il miglioramento delle macchine del nemico portarono all'introduzione di nuove armi e artifici bellici.
A lui viene attribuita l'invenzione dei precursori delle prime baliste e catapulte.
Forse per la prima volta nella Storia un uomo di potere capiva l'esigenza di spingere sull'innovazione tecnologica per fronteggiare il nemico. Questa non poteva che venire dall'alto, in quanto il mondo antico non era in grado di sviluppare quel livello di concorrenza che nella società moderna è ormai alla base della spinta verso l'innovazione tecnica.
"Con Dionigi si ebbero innovazioni nell'arte della guerra che dovettero avere una influenza profonda sui monarchi macedoni di cui fu il precursore. Egli fu il più abile e più importante uomo di stato greco tra Pericle e Filippo il Macedone. Per l'originalità delle sue idee e per l'arditezza dei suoi disegni è lontano da tutti i signori del suo tempo e fu il pioniere di una nuova età in cui il mondo sarebbe stato diverso!"
J.B.BuryFilippo il Macedone
Sovrano e padre di Alessandro, viene considerato il uccessor di Dionigi in quanto fonda la sua strategia militare sull'innovazione. Filippo introdusse un'importante riforma dell'esercito e, affiancato da un gruppo di fedeli ingegneri, introdusse le prime catapulte e la balista a torsione, macchine principalmente utilizzate nelle guerre di assedio.
mercoledì 18 maggio 2011
ABC
Assedio
Battaglia
Cavallo
Difesa
Egemonia
Flotta
Giustizia
Hydrogen bomb
Indipendenza
Legione
Mura
Nazionalismo
Ordigno
Popolo
Quadriga
Risorse
Sopravvivenza
Territorio
Umanità
Veicolo
Z
Battaglia
Cavallo
Difesa
Egemonia
Flotta
Giustizia
Hydrogen bomb
Indipendenza
Legione
Mura
Nazionalismo
Ordigno
Popolo
Quadriga
Risorse
Sopravvivenza
Territorio
Umanità
Veicolo
Z
Etichette:
ABC,
armi,
innovazione,
macchina da guerra,
materiali,
personaggi
domenica 24 aprile 2011
MITOLOGIA: LA GUERRA DI TROIA
La prima guerra grande protagonista di un poema epico è la Guerra di Troia. Il poema epico che ha reso questo scontro celebre è l'Iliade di Omero, pilone portante della letteratura greca e della lettura occidentale in generale.

Nei versi di questo poema non solo si celebrano le coraggiose gesta dei grandi eroi greci e troiani, ma si documenta un imponente scontro tra due cività, descrivendo la strategia militare, le armi e le macchine da guerra, dandoci informazioni sul livello di tecnica e sviluppo delle tecnologie militari nel 1200-1300 a. C.

Nei versi di questo poema non solo si celebrano le coraggiose gesta dei grandi eroi greci e troiani, ma si documenta un imponente scontro tra due cività, descrivendo la strategia militare, le armi e le macchine da guerra, dandoci informazioni sul livello di tecnica e sviluppo delle tecnologie militari nel 1200-1300 a. C.
Entrambi gli eserciti utilizzavano armamenti simili, tipici del periodo storico, come gli archi, le lance e le spade; il carro da guerra, in seguito alla domesticazione del cavallo, era diventato fondamentale nella strategia degli attacchi, strategia che si evolveva in nuovi schieramenti e schemi per ottenere la protezione più efficiente dei soldati, spesso solamente protetti dallo scudo.
« Nono giunse Teucro tendendo l'arco ricurvo, e si pose dietro lo scudo di Aiace di Telamone; quando Aiace spostava lo scudo, l'eroe prendeva la mira e scagliava un dardo nel folto: e se colpiva un guerriero e questo cadeva esalando la vita, allora- come un fanciullo che dietro alla madre si cela- tornava da Aiace che lo copriva dietro lo scudo lucente) (Omero, Iliade canto VIII) Lo scudo di Aiace era pesante e difficile da portare. In questo modo era più facile difendersi che attaccare. Suo cugino Achille invece portava con sé, insieme alla celebre lancia guaritrice e feritrice allo stesso tempo, uno scudo largo, rotondo e maneggevole, che portò diversi successi contro i troiani. Lo scudo dei soldati semplice era invece rotondo o ottagonale. A differenza degli eroi loro difficilmente avevano una corazza e contavano soltanto sullo scudo per difendersi. »
| |||
Iscriviti a:
Post (Atom)




